PATROCINO A SPESE DELLO STATO

ISTANZA
ONLINE

Numeri Utili

numeriutili

Ordine Avvocati Venezia


Santa Croce, 494 - Venezia

T 0415204545

F 0415208914


Santa Croce, 430
Gratuito Patrocinio
e Difese d'Ufficio
C/O Cittadella della Giustizia

T 0412413283

F 0412414933


San Marco, 4041

T 0415220605

F 0415220605


San Polo, 119
Camera Avvocati Tribunale

T 0415224968

F 0415224968


E-mail

consiglio@ordineavvocati
venezia.net

E-mail PEC

consiglio@venezia.
pecavvocati.it

Cerca

cerca
Lo sapevi che...

L'OSELLA DI VENEZIA

osella

In veneziano Oselle significa "uccelli femmine"....

continua a leggere >

Ultime Notizie

28

apr 2017

IL CORAGGIO DELLA CONSAPEVOLEZZA DEL PROPRIO RUOLO: A FULVIO CROCE, AVVOCATO


Nella ricorrenza del quarantesimo anniversario del suo assassinio, l’Ordine degli Avvocati di Venezia si stringe nel ricordo dell’avvocato Fulvio Croce, eroe dell’avvocatura e della società civile, il cui esempio deve illuminare la strada di noi tutti, in particolar modo dei più giovani e di chi sta muovendo i primi passi nella professione. Per loro, e per tener viva la nostra memoria, torniamo al 1976, anno in cui si aprì a Torino il processo al nucleo storico delle Brigate Rosse. Non si trovavano avvocati d’ufficio disposti ad accettare l’incarico, tenuto anche conto del fatto che  gli imputati rifiutavano la difesa ritenendo i difensori servi del regime. Il codice di procedura penale in vigore all’epoca, all’art. 130, co. 2, prevedeva che se il difensore d’ufficio o nominato dalla parte non avesse assunto la difesa doveva essere nominato difensore d’ufficio il Presidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati e Procuratori, il quale poteva delegare un altro avvocato in sua vece. Fu così che, nonostante le minacce di morte l’avvocato Fulvio Croce, Presidente dell’Ordine degli Avvocati di Torino, civilista, accettò l’incarico della difesa insieme agli altri Consiglieri dell’Ordine e venne assassinato il 28 aprile 1977 da un commando formato da due persone che lo raggiunsero mentre rientrava in studio, settantacinquenne, e lo freddarono sull’uscio dopo averlo chiamato: “Avvocato!” per essere sicuri che fosse proprio lui.
L’avvocatura, come la magistratura, ha lasciato sul campo del coraggio professionale e del senso civico molte vite: spetta a ciascuno di noi onorarne la memoria e testimoniare l’importanza del nostro ruolo nella società attraverso l’impegno quotidiano per far sì che i diritti dei cittadini ricevano il più alto livello possibile di tutela in giudizio e al di fuori di esso,
sempre animati dal più alto senso del dovere.
Il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati